DOTT. GIULIO GIOVANNI SULIS

VERTIGINE LEGATA ALL'AUMENTO DELLA PRESSIONE DEI LIQUIDI LABIRINTICI

Altra forma di VERTIGINE PERIFERICA è la VERTIGINE LEGATA ALL’AUMENTO DELLA PRESSIONE DEI LIQUIDI LABIRINTICI (IDROPE).

Il fenomeno è ricollegabile ad una aumentata produzione e/o ad un ridotto riassorbimento dei LIQUIDI LABIRINTICI.

L’ORECCHIO infatti possiede un SISTEMA DI LIQUIDI autonomo relativamente svincolato dal circolo generale. Si riconoscono una FORMA IDIOPATICA (malattia di Meniere propriamente detta) ed altre sindromi ad ETIOPATOGENESI MULTIFATTORIALE dette SINDROMI MENIERIFORMI.

Tipicamente nella sua forma classica la MALATTIA DI MENIERE è caratterizzata da una triade sintomatologia caratteristica:

1) ACUFENI a tonalità in genere grave,
2) IPOACUSIA fluttuante,
3) VERTIGINI ROTATORIE PERIFERICHE della durata di ore.

Un quarto sintomo che va aggiunto alla triade è la sensazione di ORECCHIO PIENO “Fulness”.

Esistono poi delle forme più selettive ad esclusivo INTERESSAMENTO COCLEARE, o VESTIBOLARE, ed un'altra forma detta SINDROME DI LERMOYEZ in cui la comparsa del fullness, dell’ipoacusia e dell’acufene precede la comparsa della VERTIGINE, anzi la comparsa della sintomatologia vertiginosa si accompagna ad una scomparsa dei segni e sintomi audiologici.

Non si conosce a tutt’oggi una precisa eziologia della patologia, vari fattori sembrano intervenire.

Un ipotesi è rappresentata da una disfunzione nella attività della pompa sodio potassio a livello del labirinto membranoso dell’orecchio interno.

Questo sistema regola l’ingresso del potassio nelle cellule e del sodio nei liquidi extracellulari. Un malfunzionamento di questo sistema fa aumentare la presenza di sodio dalla perilinfa, esterna ai canali membranosi, alla endolinfa, interna ai canali membranosi dell’orecchio interno, con conseguente maggior richiamo di liquido: si ha così l’idrope endolinfatica.

L’idrope endolinfatica provoca pressione sulle cellule dell’equilibrio (le cellule vestibolari) da cui la vertigine e pressione sulle cellule dell’udito (le cellule della coclea) da cui l’abbassamento di udito temporaneo.

La pressione è maggiore dove il diametro della coclea è minore,a questo livello sono presenti le cellule microfonno che decodificano i suoni gravi cocleare. Il recidivare delle crisi provoca la morte progressiva della cellule uditive ciliate interne e grave danno delle ciliate esterne e quindi una perdita uditiva persistente e irreversibile.

Un altra causa potrebbe essere una particolare sensibilità delle acquaporine localizzate nelle cellule dell’orecchio interno all’orecchio interno all’ormone Antidiuretico (ADH).

Le acquaporine sono proteine deputate al riassorbimento dell’acqua, una loro eccessiva sensibilità all’ADH provocherebbe ritezione ed idrope, sotto questo aspetto assumere più acqua del normale ha un effetto protettivo dalle crisi.

Uno in particolare lo “STRESS IN SENSO LATO”, sia esso alimentare fisico etc. accentuano la crisi

Sicuramente esiste un rapporto con la dieta ed in particolare con un ECCESSIVO APPORTO DI SODIO E ZUCCHERI.

Sotto questo aspetto nasce la regola fondamentale della DIETA IPOSODICA, considerando però che il sodio non è solo aggiunto nelle preparazioni alimentari ma è usato come conservante o additivo sotto forma di GLUTAMMATO DI SODIO o di NITRATO DI SODIO, etc…..; va considerata anche la quantità di sodio contenuta nell’acqua minerale ed il suo residuo fisso.

Un altro cofattore importante è rappresentato dall’AUMENTO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA che agisce negativamente nello sviluppo dell’IDROPE, dall’eccessiva assunzione di caffè o sostanze eccitanti con la dieta e dallo stress psico fisico. Esisterebbero poi dei rapporti abbastanza precisi con alterazioni nella produzione di ORMONE TIROIDEO, in particolare in caso di IPERTIROIDISMO. Secondo autori di scuola giapponese esisterebbero dei rapporti stretti con l’HERPES ZOSTER e sotto questo aspetto la malattia sarebbe riconducibile ad un posizionamento del virus in corrispondenza del GANGLIO VESTIBOLARE che scenderebbe lungo le fibre del NERVO VESTIBOLARE fino ai RECETTORI LABIRINTICI ove determinerebbe la crisi.

Altri autori considerano di rilievo un ALTERATO METABOLISMO DELL’ORMONE ANTIDIURETICO. L’IDROPEprovocherebbe una distensione della MEMBRANA DI REISSNER dell’ORECCHIO INTERNO con MICROROTTURE di essa ed ingresso eccessivo di ioni potassio che a questo livello avrebbero un attività tossica.

La crisi nella sua FORMA CLASSICA è caratterizzata dalla comparsa di una VERTIGINE ROTATORIA di discreta intensità, oggettiva, della durata di ore, che costringe il paziente a letto, a questa si accompagna FOTOFOBIA,NAUSEA, VOMITO, TACHICARDIA, etc, ACUFENE A TONALITÀ GRAVE, ipoacusia fluttuante e fullness.

In questa prima fase si osserva un NISTAGMO SPONTANEO che batte dal lato della crisi (FASE IPERATTIVA), nel corso degli anni però, con il ripetersi delle crisi, si osserva una lenta DEGENERAZIONE DEL RECETTORE LABIRINTICO e l’INVERSIONE DEL NISTAGMO (FASE DEFICITARIA).

Il danno si realizza nel tempo anche a carico della COCLEA che inizialmente presenta un'IPOACUSIA FLUTTUANTE, mista, in quanto l’IDROPE provocherebbe una maggiore rigidità della MEMBRANA BASILAREoltre ad una sofferenza delle CELLULE CILIATE successivamente poi nel tempo si realizza un DANNO COCLEARE di discretà entità a carico delle CELLULE COCLEARI.

Un sintomo che permane nel tempo, che può variare al variare dell’IDROPE e che può dare notevole fastidio è l’ACUFENE.

Esso può giovarsi delle terapie mediche ma anche, in contemporanea della TRT. La multifattorialità e la non completa comprensione della patologia condiziona una notevole eterogeneicità della terapia. Innanzitutto, come già accennato è estremamente importante ridurre l’apporto di SODIO con la dieta, e l’apporto eccessivo diZUCCHERI i quali con effetto osmotico possono richiamare liquidi.

Per contro, è consigliabile un buon apporto di POTASSIO con la dieta, pertanto frutta e verdura a volontà anche se alcune verdure come il sedano sono molto ricche di sodio. Attenzione anche nella scelta dell’acqua da bere. Riduzione di ALCOL, FUMO, CAFFÈ, e di tutti gli ECCITANTI IN GENERE.

Evitare la “pillola” in quanto può portare a RITENZIONE DI LIQUIDI ed a scatenamento della crisi, evitare lo STRESS in senso lato ed evitare situazioni che conducono a disidratazione (durante attività sportive, ambienti affollati caldo umidi etc.).

Il controllo della PRESSIONE ARTERIOSA (le pressioni dei LIQUIDI LABIRINTICI risentono, in parte, della pressione del circolo generale).

Il bagaglio farmacologico è poliedrico, vengono consigliate le sostanze ad azione diuretica che in generale hanno uno scopo depletivo e quindi di riduzione dell’IDROPE; tra essi, in particolare in fase acuta, i diuretici osmotici (Mannitolo, glicerolo), proposto anche come TEST AUDIOLOGICO per valutare la reversibilità dell’IPOACUSIA, i diuretici risparmiatori di potassio come il Clortalidone, i diuretici dell’ansa come la furosemide (proposta solo nella fase acuta), gli inibitori della anidrasi carbonica (che agirebbero nel ridurre la produzione di ENDOLINFA a livello della STRIA VASCOLARE DELL’ORECCHIO INTERNO ma che talvolta hanno come effetto collaterale quello di provocare tremori ed ipereccitabilità).

La Betaistina è un antistaminico ad azione sui recettori H1 e su quelli H3, quindi l’azione livello di sinapsi si svolge sia favorendo la liberazione di istamina che, con l’azione anti H3 inibendone la ricattura (reuptake) e garantendo una maggiore attività. L’effetto primario è quello di aumentare selettivamente il flusso sanguigno e quindi l’OSSIGENAZIONE AL MICROCIRCOLO LABIRINTICO, il farmaco deve essere assunto per lunghi periodi.

La Citicolina aumenterebbe l’ATTIVITÀ METABOLICA CEREBRALE, avrebbe un’AZIONE ANTICOLINERGICA e viene consigliata a cicli di 2 volte all’anno nelle fasi intercritiche in quanto svolgerebbe un’azione stabilizzatrice.

La Levosulpiride svolge un‘azione anticolinergica (l’acetilcolina è uno dei principali neurotrasmettitori delle RETI NERVOSE CENTRALI del SISTEMA DELL’EQUILIBRIO), svolge un’AZIONE ANTINAUSEA, disinibente, ed ai dosati usati nelle PATOLOGIE VESTIBOLARI presenta un’azione favorente il compenso con minimi effetti collaterali.

La Melatonina svolge un’azione di regolatore del RITMO SONNO VEGLIA, avrebbe effetti antiossidanti, in particolare lungo la VIA UDITIVA.

Oltre a questi farmaci principali sono stati proposti tantissimi presidi farmacologica con attività sull’IDROPEscarsamente dimostrata. Come in tutte le patologie dell’equilibrio l’uso di farmaci vestibolosoppressori deve essere limitato solo alle primissime fasi acute della crisi e solo se strettamente necessario.

La scuola di Cesarani di Milano propone lo sblocco ripetuto C5-C6 nell’ipotesi che da questo livello possano giungere attraverso un irritazione del SIMPATICO CERVICALE degli stimoli alla produzione eccessiva di ENDOLINFA. Un altro presidio proposto è l’uso dell'APPARECCHIO MENIETT costituito da un piccolo sondino che viene posizionato nel CONDOTTO UDITIVO ESTERNO dove determina un aumento della PRESSIONE AEREA; il suo uso poco prima dell’insorgenza della CRISI VERTIGINOSA ne impedirebbe la comparsa.

Se le crisi sono insopportabili e si associano a forte DISEQUILIBRIO anche nei periodi intercritici un valido aiuto è dato dall’uso della Gentamicina a LIVELLO INTRATIMPANICO che provoca una distruzione dei RECETTORI VESTIBOLARI.

In casi estremi si propone la chirurgia…